Monte Penna1732 mslm

Partendo a piedi da Passo del Chiodo, siamo risaliti sino al Monte Penna, passando da La Nave (valle chiusa che ricorda un po’ la forma dello scafo di una nave, posta ai piedi di pareti rocciose e ripidi pendii boscosi). Gli ultimi metri prima della vetta, è presente una ferrata, abbastanza facile ma da affrontare comunque con cautela. Al ritorno invece, siamo passati dal bosco, raggiungendo il rifugio Casermette, peccato fosse chiuso perché un bombardino ci sarebbe stato proprio bene, data la giornata freddina affrontata.

C’è una bellissima leggenda per quanto riguarda il monte Penna:

Sulla vetta più alta della Montagna, in un trono di ghiaccio, sedeva la Regina delle nevi. Era lassù da tempi immemorabili, avvolta in un manto intessuto con trine e merletti di galaverna. Più in basso, negli anfratti della Nave, viveva il Re del fuoco che ogni tanto si svegliava agitandosi e ruggendo .La vicinanza e la bellezza della Regina che abitava lassù ai confini con il cielo lo fecero innamorare. Un giorno, con muggiti spaventosi e brucianti vampate, balzò ad abbracciarla. Il contatto fu fatale per entrambi: la Regina si sciolse in cascate d’acqua che precipitarono con gran fragore e il Re si spense con “sfriggimenti” indicibili. Dalla loro unione nacquero due gemelli: il Taro e il Ceno.

Come ricordo di questi fatti in un profondo crepaccio (raggiungibile dalla Nave in 30-40 minuti con la guida di un esperto) si conserva una discreta quantità di neve perenne. È la neve che “cumme fioccu” sormontava la corona della Regina.

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