Gli specchi del bosco

Percorrendo il sentiero CAI 725 che da Lagdei porta a Bocchetta del Tavola, si cammina su uno sterrato ben battuto che passa in mezzo al bosco e porta sino ad un’ ampia radura, dove si trova una bellissima fontana che riempie una grande vasca di sassi, poco vicina un’altra vasca circolare, più piccola e bassa, alimentata anche lei da acqua di sorgente.

Gli alberi tutti intorno, si specchiano senza sosta, le foglie attratte da questa acqua così chiara, decidono di staccarsi dai rami e tuffarsi al suo interno, per poi lasciarsi cullare.

Gli animali abitanti del bosco, si fermano sempre ogni volta che passano di lì per specchiarsi e restare incantanti, prima di dissetarsi con la loro acqua.

Il cielo e le nuvole, che sovrastano gli alberi, intravedono tra i loro rami la meraviglia di queste acque e si soffermano qualche secondo a ad ammirarsi vanitose, prima di proseguire per il loro cammino.

Arriva sera e le stelle che splendono nel cielo buio della notte, si affacciano tra i rami degli alberi per ammirare la loro stessa luce; e la luna, stella più vanitosa di tutte, arriva quasi prepotente tra il firmamento, anche lei per splendere all’interno delle chiare acque, facendosi largo tra rami di faggio e soffici nuvole.

Tornando indietro di qualche passo, ho ripreso il sentiero CAI 725 in direzione Bocchetta del Tavola: la strada sale, in mezzo al bosco, sino ad aprirsi su prati verdi e con qualche centimetro di neve bianca non ancora calpestata. Si sale su per la collina godendo della vista sui monti vicini e parte della Val Parma. proseguendo su un sentiero che passa in mezzo al bosco, si scende per poi risalire verso il Monte Tavola, con il suo faggio solitario e le dolci gobbe che sembrano onde d’erba nel cielo. Ad aspettarmi ci sono due cavalli che si godono il silenzio e l’erba fresca, scatto un paio di foto e proseguo cercando di non disturbarli.

Ora scavalco il filo spinato grazie ad una scaletta in legno e rientro dentro il bosco, per raggiungere Bocchetta del Tavola, confine tra Monte Fosco e Monte Tavola, dove è ancora presente un cippo di confine, a dividere lo Stato di Parma da quello di Toscana (anno 1829). Qui si può salire al Monte Fosco e Orsaro, mi sarebbe piaciuto tanto, ma non avevo voglia di affrontare una salita ripida, così ho optato per rientrare al Lagdei, passando dai Ronchi di Luciano seguendo ancora il sentiero CAI 725. il sentiero è in salita e in un tratto è franato, quindi si consiglia di seguire la variante azzurra che riporta al rifugio Lagdei.

E insomma, tutti che, una volta arrivati a Lagdei salgono al Lago Santo ma pochissimi invece quelli che optano per sentieri meno battuti. Questa mattina non ho incontrato anima viva: solo io, il bosco, la natura e i cavalli.

Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla. Colui che va da solo sarà più probabile che si troverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato.

Lascia un commento