Approfittando di un giorno di ferie, decido di salire in appennino, nonostante fuori dalla finestra di casa mia, il meteo non è dei migliori; ma confido sempre nelle sorprese che l’appennino sa regalarci.
Giunto al rifugio Lagoni, è quasi d’obbligo entrare per un caffè e una fetta di spongata, prendere un panino per il pranzo e salutare i gestori prima di ripartire, prima tappa: lago Scuro.

Tenendo i laghi alla nostra sinistra, risaliamo lungo il sentiero CAI 711 dentro un bellissimo bosco di faggi, la salita parte tranquilla e le piante spoglie dell’inverno, permettono una sbirciatina sui laghi ogni tanto. Le foglie cadute dai rami, coprono il sentiero creando un soffice tappeto che avvolge gli scarponi, continuando a salire si costeggia un grandissimo masso che domina sul lago Gemio superiore e dal quale è possibile ammirare un panorama immenso, nelle belle giornate di cielo sereno, è possibile lasciar volare il nostro sguardo sino alle Alpi.

Dopo una piccola sosta, riprendiamo la nostra passeggiata sul morbido tappeto all’interno del bosco, sino ad arrivare al bivio per lago Scuro. da qui circa 10 minuti e giungiamo al lago Scuro: un lago glaciale, ai piedi del monte Scala, a mio avviso uno tra i più bei laghi del nostro appennino.

Giunti al lago Scuro, lo troviamo coperto da un sottilissimo strato di ghiaccio, siamo in pieno inverno e solitamente in questo periodo dovrebbe essere completamente ricoperto da uno strato ben più spesso di ghiaccio, ma oggi (06/01/2023) in appennino ci sono 8°, troppi per la stagione che dovrebbe essere.
I faggi hanno già iniziato a buttare i primi germogli, vuol dire che nei giorni scorsi c’è stato anche più caldo, fortunatamente i faggi hanno un sistema di protezione personale che anche se dovessero essere “ingannati” dalle alte temperature fuori stagioni, appena queste si riabbassano, bloccano la loro germogliazione; detto questo (piccolo sfogo personale per far capire che il cambiamento climatico purtroppo c’è, esiste ed è in stato avanzato) riprendiamo la nostra passeggiata risalendo il sentiero CAI 715 per raggiungere il passo di Fugicchia 1667 metri sul livello del mare.
La salita che porta al Fugicchia, è poco più ripida di quella percorsa sino ad ora, ma in circa mezz’oretta si raggiunge il passo dal quale si guarda verso Badignana, ancora non si vedono le capanne, ma si può apprezzare la vista sui prati della vallata, le cime circostanti e riposare ancora qualche minuto ascoltando il silenzio attorno a noi.
Dal Fugicchia si riparte, ancora in salita, sul sentiero CAI 717 in direzione Monte Matto, passando dal lago Bicchiere.

Questa mattina il lago Bicchiere è parzialmente coperto, anche lui, da una sottile coperta di ghiaccio. La salita che porta al Monte Matto, inizia proprio dalla parte opposta del lago, un ultimo sforzo prima di vedere il mare.
Monte Matto 1836 metri sul livello del mare

L’isola Palmaria, Tino Tinetto dalla cima del monte Matto:

Pausa pranzo e caffè in vetta
Si riprende il cammino percorrendo il sentiero CAI 00 in direzione monte Paitino, si resta in quota, si cammina sopra le nuvole, sul crinale a pochi metri dal cielo, il sole ci accompagna sino al bivio per il sentiero CAI 713 che ci porta verso Capanne di lago Scuro; lungo il sentiero passiamo sopra alla buca della neve, una buca profonda nella quale è sempre stata presente la neve tutto l’anno, scrivo al passato perchè la neve non c’è più ed è la prima volta che mi capita di trovare la buca senza neve: un altro chiaro segnale di questo cambiamento climatico che stiamo attraversando.
Per giungere alle Capanne di lago Scuro, occorre affrontare una discesa abbastanza impegnativa, che mette a dura prova gambe e ginocchia, occorre scendere con calma, senza fretta: in slowmotion. Buttando un occhio ogni tanto verso valle possiamo ammirare i Laghi
Arrivati alle Capanne di lago Scuro, c’è una bellissima fontana in sasso da cui sgorga una buonissima acqua fresca.

Dalle Capanne, si può rientrare al rifugio Lagoni prendendo a destra i sentieri CAI 711 e 711A oppure andando a sinistra riprendendo il sentiero che abbiamo fatto all’andata. Decidiamo di ripercorrere lo stesso sentiero dell’andata che a mio avviso è più corto e semplice: CAI 711
La giornata è stata lunga, rientro al rifugio stanco ma rilassato, non saprei dire quanto tempo ci abbiamo messo a percorrere il giro ad anello, quando vado in montagna, per me il tempo cessa di esistere.











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