Il monte Penna e una bellissima storia d’amore

Il monte Penna, che con i suoi 1735 metri di altezza si trova a dividere due regioni (Emilia Romagna e Liguria) e tre province (Parma, Piacenza e Genova), è una della mie montagne preferite, sia per la sua posizione strategica, sia per i sentieri che si devono percorrere per arrivare sulla sua vetta, dalla quale si può godere di una super vista panoramica a 360°.

Quando la visibilità è buona, la vista può arrivare sino al Mar Ligure da una parte, le Alpi Apuane dall’altra ed è persino possibile ammirare le Apli.

Ma forse non tutti conoscono la storia della più grande e bella storia d’amore consumatasi milioni e milioni di anni fa’ dando vita ai due fiumi che danno, a loro volta, vita alle valli sottostanti il Monte Penna: la leggenda della Regina della neve e del Re Fuoco.

La Regina della neve e Re Fuoco

C’era una volta, tanti tanti anni fa…. (bhe è così che iniziano sempre i bei racconti vero?)

Dicevo, c’era una volta una splendida Regina, vestita di bianco morbido e soffice, la corona era di ghiaccio, splendido e trasparente che sembrava tempestata di stalagmiti di diamanti, il suo trono si ergeva alto dalla cima del monte Pennino: un trono fatto di ghiaccio, con una paratia di ghiaccio che sembrava un’onda marina congelata a fare da cornice al trono. Il suo scettro, di ghiaccio puro anch’esso, lo teneva stretto nella mano sinistra. La Regina della Neve era sola, dominava una valle gelida e desolata, il suo regno era disabitato nessun essere vivente poteva sopravvivere a queste temperature, passava le sue interminabili giornate seduta su un trono di un regno vuoto ed il suo cuore era impenetrabile, protetto da un guscio di ghiaccio indistruttibile: era sola e triste e per non soffrire lo aveva sigillato nel ghiaccio più freddo.

D’improvviso dal sottosuolo più profondo della crosta terrestre, dove la terra è più calda che altrove, un zampillo di caldo fuoco solido, riuscì a penetrare la dura coperta di ghiaccio che ricopriva la superficie. Dal piccolo spiraglio che riuscì a creare, un occhio curioso spiava, come attraverso il buco della serratura di una porta impenetrabile. Era l’occhio del Re Fuoco che si meravigliò di quanto quel regno fosse così tanto diverso dal suo, ne venne subito attratto, a tal punto da creare con forza un passaggio per poter uscire ed ammirare meglio questo luogo fantastico, creando così un vulcano. Vide la Regina e i loro occhi si incrociarono sorpresi di vedere qualcuno talmente diverso da loro, erano gli esatti opposti.

“illustrazione di Paola Gennari”

I loro sguardi si attiravano come una calamita, e in breve tempo si trovarono l’uno di fronte all’altro, talmente vicini da sfiorarsi le labbra. Il cuore di Re Fuoco batteva tanto forte da riscaldare il cuore della Regina, sino a sciogliere lo spesso strato di ghiaccio, la Regina non si oppose a questa forte emozione e lasciò che il ghiaccio attorno al suo cuore si sciogliesse.

“illustrazione di Paola Gennari”

Il loro amore era forte, sapevano che se si fossero avvicinati troppo, non sarebbero sopravvissuti, ma non seppero resistere, al cuor non si comanda e si unirono in un turbinio di emozioni. I loro corpi si strinsero in un vortice di passione: una passione che piano piano li consumava, la Regina della Neve si sciolse nel calore dell’abbraccio del suo Re che a sua volta si spense nella neve della sua Regina, fù una notte di passione.

“illustrazione di Paola Gennari”

La mattina dopo, non vi era più traccia dei due regni, ad oggi, in un fianco del Pennino si conserva un piccolo straccetto di vesta della Regina e più in basso, una fossa che era la bocca del famoso Re Fuoco, detta oggi “Nave del Pennino”. Dalla loro unione nacquero due gemelli di nome Taro e Ceno, vissero indisturbati per tanti anni e molti ancora, sino che un giorno, stanchi di restare fermi in un solo posto, decisero che era ora di conoscere il mondo circostante e scelsero di farlo nel modo più consono per due gemelli: ingaggiando una gara. La mattina seguente sarebbero partiti a tutti velocità, correndo verso valle e il primo che sarebbe arrivato avrebbe dato il nome alla vallata. Ceno fù il primo a partire, partì che ancora in cielo brillavano le ultime stelle e i raggi di sole non erano ancora arrivati ad illuminare il cammino, Taro era tipo più dormiglione e si alzò solo quando il sole iniziò ad illuminare il suo volto. Ciò nonostante Taro riuscì ad arrivare primo dando il nome alla vallata, mentre Ceno dovette accettare il fatto di dover unire le sue acque a quelle del fratello.

“illustrazione di Paola Gennari”

  • Ringrazio Paola Gennari per le splendide illustrazioni che mi hanno aiutato a scrivere questa bellissima storia che mi ha fatto sognare ad occhi aperti, già la prima volta che l’avevo ascoltata durante una escursione guidata da Antonio Mortali di Trekking Taro&Ceno, proprio sul Monte Penna

Contatto di Paola Gennari: paola-gennari@libero.it

Dedicato alla storia d’amore tra Re Fuoco e Regina della Neve:

“Dicevano che il nostro era un amore impossibile ma quello che non sapevano
è che noi due l’impossibile sappiamo farlo benissimo.”
(Gio Evan)

5 risposte a “Il monte Penna e una bellissima storia d’amore”

  1. Storia bellissima, raccontata molto bene, grazie

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  2. Bellissima storia

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