Il monte Forato o Pania Forata è una montagna della catena toscana delle Alpi Apuane nella provincia di Lucca una caratteristica di questo monte è che ha due vette di altezza più o meno simile: la più alta raggiunge i 1.230 metri slm, mentre l’altra, quella più a nord, ha una elevazione di 1.204 metri slm e una croce sulla sommità; ovviamente la caratteristica principale è la presenza di un gigantesco arco naturale tra le due cime.
Come si è formato questo gigantesco foro, da cui appunto prende nome la montagna? Tramite l’erosione di acqua che lentamente e inesorabilmente picchiettava sulla parete e il vento che aiutava le fredde gocce d’acqua, col suo soffio, ad entrare nei piccoli fori sulla roccia sino a penetrarne la parete calcarea e raggiungere il cuore del monte. Esiste anche una leggenda, che narra di San Pellegrino: Un tempo San Pellegrino viveva su quelle montagne dove adesso c’è il santuario pregando e facendo penitenza. Mangiava soltanto radici e beveva acqua. Pregava e costruiva delle grandi croci di faggio che innalzava qua e la per la montagna. Il diavolo cercava spesso di tentarlo ma non ce la faceva, stanco di sentirlo pregare tutto il giorno pensò di andare a trovarlo di persona e sistemarlo una volta per tutte. Arrivato sulla montagna dette al povero santo uno schiaffo così potente che lo fece cadere per terra tramortito. Il diavolo restò un po’ lì e se la rideva a vedere il santo a terra tramortito. Ma San Pellegrino si alza e colpisce il diavolo con uno schiaffo : forte, ma così forte che quel povero diavolo prese la via attraversando tutta la valle sbattendo la testa contro i monti dall’altra parte. E passò di la, fece un foro nella montagna e cadde in Versilia. Ecco il perché del Monte Forato, il foro che c’è è quello che fece il diavolo quando San Pellegrino gli dette quello schiaffo.
Per Salire sino al Monte Forato, siamo partiti a piedi da Stazzema, seguendo le indicazioni B&B Casa Giorgini, percorrendo un piccolo tratto su asfalto, che passa da prima affianco a una piccola segheria artigianale, e finisce ad un piccolo parcheggio a pagamento. Da qui inizia il sentiero CAI N6: uno sterrato, che in circa mezz’oretta porta a Casa Giorgini, dove una piccola capretta ci ha accolti col suo tranquillo ciondolare.

Siamo curiosi e saliamo un attimo sino al giardino del B&B da dove si ammira uno splendido panorama sino al mare che sembra quasi come voler farsi spazio tra i monti che lo incastrano ai loro pendii

Riprendiamo il nostro cammino e continuiamo a salire, camminando nel bosco che ci protegge dal caldo sole che oggi ha deciso di far sentire la sua presenza. Il bosco sarà la grande costante di questa camminata, infatti ci accompagnerà quasi praticamente sin sotto il grande foro.
E se qualche giorno fa’ ho avuto la fortuna di camminare in un bosco di faggi gianti ( https://camminareinslowmotion.blog/2023/06/25/monte-ventasso/ ) oggi cammino nel bosco delle grandi caverne.
Tante grotte lungo il sentiero, che invogliano ad entrare, ma alcune sono proprio inaccessibili, da queste grotte che si infilano cupe e strette all’interno della montagna, esce una fresca corrente d’aria che accarezza la pelle.



Lungo il sentiero si susseguono anche piccole casette in pietra, con all’interno alcune panche su cui poter eventualmente fermarsi per riposare.



Continuiamo a salire ancora camminando sul sentiero CAI N6 sino a raggiungere Località Oglieta (802 mslm) e seguendo indicazioni per Foce Petrosciana (961 mslm) dove ci fermiamo per una piccola sosta di recupero energie. Qui il sentiero si divide in due: sentiero diretto CAI 110 segnato come EE (Escursionisti Esperti) e sentiero più dolce che parte poco sotto e risale la montagna dolcemente. “ovviamente” prendiamo sentiero EE, sale ripido, su una parete quasi verticale di rocce, i bastoni meglio piegarli e metterli nello zaino, qua servono scarponi buoni, piedi saldi al terreno e l’aiuto delle mani che si aggrappano alle rocce.


Salito il primo step di roccette, si apre inevitabilmente una visuale infinita su tutta la valle, davvero uno spettacolo unico a 360°






Il sentiero prosegue su un piccolo pezzo esposto di crinale, per poi rientrare nuovamente nel bosco. Questo punto del sentiero mi ha dato particolarmente da fare, pur camminando all’ombra, il sentiero sale senza sosta, su gradoni di roccia, il vento fresco arriva solo a tratti, non si muove una foglia per quasi tutto il tempo e il caldo è molto forte e mi servono alcune soste seduto sulle rocce per recuperare un po’ di energie. Qua la voglia di arrivare al Monte Forato, mi aiuta a continuare e non mollare, ma ancor di più mi aiutano gli amici che mi accompagnano, fermandosi con me, per farmi compagnia standomi vicino e aspettandomi pazientemente. Tra un sorso d’acqua e una barretta mi riprendo e continuiamo a camminare (si, sempre in salita 🥵 non molla un attimo).
Dai manca poco, 20 minuti e siamo arrivati al Monte Forato. Finalmente si vede il cielo attraverso il foro, siamo arrivati! Ma la croce? La croce è ancora poco più sopra 😅 la croce indica la vetta e non si può non raggiungere la vetta. Ultimi metri di dislivello e raggiungiamo la vetta del Monte Forato (1230 mslm). Rimango impietrito dalla meraviglia del panorama: a ovest parte della costa tirrenica, dalle spiagge di Viareggio sino Forte dei Marmi, a nord imponente il Monte Omo Morto, a Est parte della catena degli appennini Tosco Emiliani.







Dopo una bella e buona sosta pranzo all’ombra dei faggi vicini al Monte Forato, riprendiamo la nostra camminata verso il punto di partenza. Scendiamo pochi passi e prendiamo il sentiero CAI N12 in direzione Fornovolasco, il sentiero scende ripido sino all’ingresso del bosco, il sole è ancora caldo e ogni tanto ci bussa sulle spalle per farci sentire la sua presenza.
Come dicevo all’inizio, questo è un bosco particolare, caratterizzato dalla presenza di alcune grotte scavate dall’acqua e dal vento, alcune proseguono sino al cuore della montagna, altre finiscono quasi subito (e si nota ahimè la traccia dell’homo importunus, che non manca mai di lasciare le sue tracce).
Il vento caldo che passa attraverso queste grotte ne esce rinfrescato, ma non basta a farci sopportare questo caldo torrido. Il gruppo si allunga, e chi rimane indietro viene all’improvviso rapito da un piccolo pezzo di paradiso che come un’oasi nel deserto si presente davanti a noi, un piccolo dono che la natura ha voluto regalarci, una vasca scavata nella roccia, nella quale cade goccia a goccia l’acqua filtrata dalle rocce che la sovrastano. Dall’acqua sembra uscire una luce incantata come a chiamarci.



Una gioia per gli occhi, acqua chiara, limpida e fresca: un toccasana per il nostro fisico e soprattutto per il nostro morale. Non ci siamo fidati a berla, ma una bella rinfrescata al volto e allo spirito non ce l’ha tolta nessuno. Ci siamo resi conto poco dopo che l’acqua era abitata da due piccoli tritoni che ci guardavano dal fondo della vasca, mimetizzati tra le rocce. Salutiamo i piccoli amici, scusandoci per il disturbo e riprendiamo il nostro cammino, il nostro morale rinato ci aiuta ad affrontare gli ultimi km del ritorno. Seguendo il sentiero, torniamo al bivio in cui all’andata abbiamo preso le roccette; torniamo quindi a camminare sul sentiero CAI N6 in direzione Stazzema.
Scendendo di quota il caldo persiste e aumenta, questo bosco lascia passare ben poca aria, fortunatamente incontriamo sulla strada una sorgente di acqua potabile che all’andata ci era sfuggita, non manchiamo ovviamente di riempire le nostre borracce ormai asciutte.
(piccola nota personale: sono partito da casa con due borracce piene per un totale di 1,60 litri di acqua, giunto a questa sorgente le borracce erano vuote, ho bevuto una borraccia intera subito dopo averla riempita alla fonte, e finito nuovamente 2 borracce arrivando all'auto per un totale di quasi 4 litri di acqua. Consiglio vivamente di partire con una buona scorta di acqua e di non farsi scappare questa sorgente durante il percorso dell'andata.

Borracce piene, corpo rinfrescato, morale ripristinato per la seconda volta, zaino in spalla e piano piano raggiungiamo il B&B Casa Giorgini, dove ci accoglie la principessa di casa: una splendida micia nera dolcemente assonnata sula tavolo in legno, che senso di pace che ci regala…

Al B&B ci rinfreschiamo con una buona e fresca birra, due chiacchiere in compagnia, ci raccontiamo un po’ le nostre impressioni del giro, le meraviglie viste e le emozioni che ci ha regalato, ci godiamo questo splendido panorama che arriva sino a scomparire verso la fine del mare, immaginando lo spettacolo che il sole potrebbe donare al tramonto.
Rientriamo stanchi ma soddisfatti, soprattutto felici, verso l’auto. Anche oggi è stata una bellissima giornata carica di emozioni e positività, conservo queste emozioni nel mio cassetto personale, che aprirò ogni tanto in caso di necessità per sfuggire alla frenesia della routine quotidiana, in attesa di chissà quale altra avventura.
Grazie infinite a chi c’era e a chi mi ha aiutato fisicamente e moralmente sulla salita al Monte Forato, non lo dimenticherò mai!





















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