Strada delle 52 gallerie

La strada delle 52 gallerie, anche detta Strada della Prima Armata, è una mulattiera militare costruita durante la prima guerra mondiale, sul massiccio del Pasubio, dove le truppe italiane combatterono contro le truppe della Germania e dell’Impero austro-ungarico lungo l’intera lunghezza del confine austro-italiano, dal Trentino al mare Adriatico. La strada permetteva la comunicazione e il passaggio dei rifornimenti dalle retrovie italiane sino alla prima linea, restando riparo dal fuoco nemico. La strada inizia a Bocchetta Campiglia (1216 mslm) e le porte del Pasubio (1934 mslm), noi siamo partiti a piedi dal Passo Xomo (1058 mslm) dove è possibile lasciare l’auto tutto il giorno, gratuitamente (arrivati a Bocchetta Campiglia, scopriamo che era possibile parcheggiare l’auto a 6 euro per tutta la giornata).

Partendo da Passo Xomo, ci addentriamo subito nel bosco, percorrendo una salita che ci permette di tagliare fuori un lungo pezzo di strada asfaltata; per raggiungere Bocchetta Campiglia, una volta usciti dal bosco, occorre comunque percorrere un piccolo tratto in salita su asfalto.

Il sentiero per le 52 gallerie, parte subito in salita ovviamente, stiamo camminando su un pezzo di storia, un tracciato ora facilmente percorribile, con i nostri scarponi con suola vibram, un comodo zaino sulle spalle perfettamente bilanciato, la riserva d’acqua… Ma proviamo ad immaginare come poteva essere più di 100 anni fa’: con i piedi che sentivano anche il più piccolo dei sassolini spingere sulla pianta del piede, i sassi che scivolavano sotto ad ogni passo, zaini pieni di viveri e munizioni, muli carichi, che dovevano essere continuamente spronati per farli arrivare in cima il prima possibile e il rischio di perdere la vita cadendo giù dalla scarpata (molti furono i soldati che persero la vita per permettere la costruzione di questa ripida strada militare usata per difendere i nostri confini e che oggi noi percorriamo facilmente solo per raggiungere il rifugio Papa e bere una birra fresca ammirando il panorama circostante): la memoria non deve essere persa.

La strada si sviluppa in una costante salita, più o meno ripida. Le parti più ripide si trovano all’interno delle gallerie, all’interno delle quali i soldati spingevano e tiravano cannoni con ruote lisce di ferro che scivolavano ad ogni metro. L’interno delle gallerie è buio e umido, l’acqua che filtra dal terreno, goccia a goccia ha levigato alcune rocce e occorre prestare attenzione in alcuni punti, l’aria si infila fredda all’interno di esse. La loro lunghezza è molto variabile, la più lunga misura 318 metri ed è la numero 19, caratterizzata da un tracciato elicoidale a 4 tornanti, all’interno di un gigantesco torrione di roccia.

L’uscita da ogni galleria offre sempre nuovi punti di vista, splendidi punti panoramici, alcuni tratti sono esposti e possono dare una sensazione di vuoto, è difficile dare una distanza tra noi e il monte di fronte. Nonostante il sentiero sia abbastanza esposto, è comunque facilmente percorribile. L’unico tratto che ho trovato davvero impegnativo (a livello di percorribilità ed esposizione) è stato il sentiero dalla galleria 48 sino al rifugio Papa: il sentiero si restringe, a sinistra il nulla, solo il vuoto e un altezza incalcolabile, a destra la roccia che leggermente sporge anche sopra le nostre teste, una corda d’acciaio fissata nella roccia può aiutarci a sentirci più tranquilli, ma soprattutto è meglio non guardare verso sinistra e camminare senza pensare troppo 😉

Finalmente giungiamo all’ultima galleria: la numero 52 e all’uscita di questa, troviamo davanti a noi il rifugio Papa: Costruito nel 1921 a 1928 mslm, intitolato ad Achille Papa, generale dell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale e deceduto il 5 ottobre 1917 colpito da una pallottola esplosiva sparata da un cecchino austro-ungarico.

Come ho detto all’inizio, oggi noi percorriamo questi sentieri per godere dei bellissimi panorami che ci regalano e per berci una birra al rifugio, ma non dobbiamo mai dimenticare l’importanza storica che hanno avuto in passato. Milioni di persone, comuni cittadini, hanno perso la vita combattendo per difendere il nostro paese dall’invasione nemica e per permetterci di avere oggi, la possibilità di percorrere questi sentieri e goderci appunto il panorama e il ristoro finale.

«Chi ha salito senza palpiti d’amore
questo Calvario della Patria;
chi non sosta con animo purificato
su questa roccia gloriosa,
non entri in questo Rifugio,
né contempli da queste libere altezze
la dolorante fecondità del piano e il mistero dei cieli.»

2 risposte a “Strada delle 52 gallerie”

  1. Avatar Elisabetta Bottazzi
    Elisabetta Bottazzi

    Racconto bellissimo, fatto con il dovuto
    Rispetto per le persone che hanno “fatto la storia”, alle quali dobbiamo riconoscenza per averci reso persone libere. Bravo Michele

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  2. Avatar Elisabetta Bottazzi
    Elisabetta Bottazzi

    Racconto bellissimo, si sente il rispetto per la “storia ” di quel periodo, e il loro vissuto su quelle montagne…., mi è piaciuto molto bravo. Potresti pensare farne una raccolta, ciao al prossimo racconto

    Inviato da Outlook per Androidhttps://aka.ms/AAb9ysg

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